Opere personalizzate con il proprio dna

UNIRE SCIENZA e arte: un obiettivo ambizioso e originale, trattandosi di due mondi molto diversi, quasi agli antipodi. Invece i tre giovani biologi molecolari titolari di Biolab (con sedi a Monticelli e Comunanza) hanno intrapreso anche questa nuova strada che punterò a creare opere d’arte personalizzate in base al proprio DNA. Cinzia Alfonsi, Federico Gabrielli e Fabio Di Pietro hanno raccolto la sfida proposta da uno studio grafico di Milano e si sono messi al lavoro per dare un tocco d’arte alle fredde leggi della scienza. Il procedimento, spiegato in parole povere, prevede innanzitutto un tampone boccale per la raccolta delle cellule, dalle quali si estrae il DNA. Questo viene poi ‘passato’ nel gel di agarosio e qui avviene la magia: a contatto con questa sostanza, il DNA si frammenta. Frammenti che, se osservati ai raggi ultravioletti, formano delle bande, dei piccoli rettangoli che hanno la caratteristica di essere diversi da persona a persona. Come un’impronta digitale, però in questo caso è il DNA a restituirci l’unicità di ciascun individuo, visto che le modalità di frammentazione sono differenti da persona a persona. A quel punto si passa all’immagine fotografica e il gioco è fatto. Tutto quello che avete letto finora viene realizzato nel laboratorio di Biolab, che ha deciso di unire alla sua nor1nale attività di analisi chimico-cliniche questo tocco artistico «La persona è identificato in modo univoco da questa sorta di rettangoli – ha spiegato Cinzia Alfonsi e alla fine otteniamo un’immagine fotografica chè può essere modificata e applicata nei modi più diversi, Si possono anche creare i profili di una coppia, o dì una famiglia, magari colorandoli in modo diverso». Per il momento Biolab svolge questo servizio per uno studio grafico milanese ma ha presentato questa sua attività anche in occasione della Notte Bianca, affiancandosi ad alcuni artisti della Cna che hanno accolto con grande entusiamo questa idea. Tra un’analisi clinica e l’altra, anche qui con un occhio di riguardo all’innovazione, i ragazzi di Biolab hanno trovato anche il modo, come ha detto Cinzia, «di avvicinare la scienza alle persone».

Fonte: Resto del Carlino del 5 settembre 2015

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