Si tende a credere che valori di colesterolo alto (ipercolesterolemia) siano esclusivamente legati a un’alimentazione ricca di grassi saturi. Infatti, chi prima di una colazione al bar con brioche e cappuccino non ha mai pensato agli effetti dannosi per linea e salute, in particolare per il colesterolo. Lo stesso quando a tavola davanti a una bella carbonara o a una succosa costata… per non parlare di un goloso dessert a fine pasto.

I livelli di colesterolo, oltre ad essere influenzati dall’alimentazione per il 20%, sono influenzati direttamente dal nostro organismo attraverso la sintesi che avviene nel fegato. La genetica svolge un ruolo chiave nel regolare la sintesi del colesterolo. Alcuni geni (APOA5, LPL, APOC3, LDLR, CEPT) regolano e influenzano i livelli dei grassi nel sangue. Piccole variazioni in questi geni (che sono evidenziabili attraverso dei test di genetica) possono dare una maggiore predisposizione all’aumento del colesterolo e dei trigliceridi.

L’ossidazione del colesterolo “cattivo” LDL del colesterolo “cattivo” LDL è un altro fattore di primo piano nei problemi di ipercolesterolemia che favorisce la formazione delle cellule – dette schiumose – alla base dello sviluppo della placca aterosclerotica sulle pareti dei vasi.

Il fatto che l’alimentazione sia responsabile solo al 20% del colesterolo non significa che possiamo considerarci “autorizzati” a consumare grandi quantità di carni rosse, formaggi, uova e salumi, trascurando le buone pratiche alimentari di prevenzione cardiovascolare.

Gli ormoni femminili influiscono sul colesterolo: livelli elevati di estrogeni determinano una diminuzione del colesterolo “cattivo” e un contemporaneo incremento di quello “buono”.

Ciclo mestruale, gravidanza e pillola anticoncezionale possono portare a delle variazioni nei valori, ma è con il deciso cambiamento della situazione ormonale, tipico della menopausa, che il quadro può variare in modo rilevante. Se in età fertile le donne godono di una naturale protezione cardiovascolare, dopo i 50 anni i fattori di rischio per quanto riguarda infarto e ictus diventano paragonabili a quelli dell’uomo, e in Italia, secondo alcune stime, circa il 40% delle donne in menopausa presenterebbe una condizione di ipercolesterolemia. In questa fascia d’età è dunque essenziale poter disporre di prodotti innovativi in grado di agire sinergicamente, oltre che sull’assorbimento del colesterolo, anche sugli aspetti metabolici di sintesi e ossidazione.

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