L’ecografia morfologica viene eseguita dalla ventesima alla ventitreesima settimana di gestazione ed è, assieme all’ecografia del primo trimestre, il controllo più importante e complesso di tutta la gravidanza. Questa ecografia viene detta morfologica appunto perché è destinata a studiare la morfologia del feto per escludere, o accertare, la presenza di malformazioni.

La si esegue in questo periodo specifico per due ragioni:

1) Il feto è nelle migliori condizioni per essere studiato, in quanto il rapporto fra le dimensioni del feto e la quantità di liquido amniotico è ottimale

2) Dopo tale epoca la Legge non permette l’interruzione della gravidanza anche se il feto è affetto da gravi malformazioni.

Come si svolge?

L’eco morfologica è una normale ecografia transaddominale. In casi particolare può essere utile completarla con l’ecografia transvaginale, ad esempio se il feto è molto basso e per via transaddominale non si riesce a visualizzare l’anatomia di una parte del corpo.

Quando fare l’ecografia morfologica?

Tra le 19+0 e le 22+0 settimane. Successivamente, è possibile valutare l’anatomia fetale (seppure con qualche difficoltà, a partire dalle 28 settimane), ma si va al di fuori dei termini stabiliti per legge per una eventuale interruzione terapeutica di gravidanza. La legge, infatti, non stabilisce un’epoca limite, ed il valore delle 24 settimane è stato anticipato a 22-23 settimane, a seconda della disponibilità locale di una terapia intensiva neonata.

Quali dati vengono raccolti con l’ecografia morfologica?

La datazione della gravidanza e la determinazione del numero di feti, qualora non sia stata eseguita l’ecografia del primo trimestre.

Presenza di attività cardiaca fetale.

I dati relativi alla crescita fetale: diametro biparietale, circonferenza cranica, diametro transcerebellare, ventricolo laterale, circonferenza addominale, lunghezza femorale (vedi tabelle crescita fetale). Si ridata solo se, in assenza di ecografia del primo trimestre, la discrepanza tra misurazioni effettuate e tabella di crescita supera le due settimane.

I dati più importanti della morfologica sono quelli anatomici:

– Testa: forma del cranio, presenza del cavo del setto pellucido, ventricoli laterali, misura e morfologia del cervelletto, (ampiezza della fossa cranica posteriore). Orbite e cristallini. Solco nasolabiale. (Profilo)
– Collo: assenza di edema o igroma cistico
– Cuore: situs cardiaco – come è posizionato il cuore – 4 camere cardiache, assi lunghi – aorta e polmonare- (sezione dei 3 vasi)
– Torace: polmoni
– Addome: stomaco e apparato gastrointestinale. Reni e vescica. Parete addominale anteriore.
– Colonna vertebrale
– Arti: 3 ossa lunghe di ogni arto, presenza di mani e piedi (non il conteggio delle dita)
– Cordone ombelicale: 3 vasi
(tra parentesi le strutture non previste dallo screening).

Infine si valuta la quantità di liquido amniotico e si annota la posizione placentare.

Come facilmente si può comprendere tale esame dipende in misura quasi totale dall’esperienza e dalla capacità dell’operatore unitamente all’impiego di un ecografo di qualità elevatissima. Nonostante ciò non tutti i quadri patologici sono diagnosticabili in utero, e ciò dipende anche dall’ecogenicità della paziente (nelle pazienti magre la visibilità è decisamente migliore rispetto alle pazienti robuste), dalla quantità di liquido amniotico e dalla posizione fetale.

Si può comunque affermare che se l’esame viene eseguito a regola d’arte la maggior parte dei problemi malformativi può essere identificata. 
Nel nostro Centro vengono utilizzati ecografi della General Electric, di ultimissima generazione e dotati di 3D e 4D, che sono considerati i migliori in assoluto per l’impiego nel settore ostetrico-ginecologico.

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