Aggiornate le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, prima erano previsti quattro controlli. In Italia gratis due ecografie e lo screening del primo trimestre

Almeno otto visite ginecologiche, un’ecografia entro la 24esima settimana, attenzione alla dieta e sì all’attività fisica in gravidanza. Sono alcune delle raccomandazioni appena pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sui nove mesi di “dolce attesa”. Le vecchie linee guida prevedevano solo quattro visite mediche. Dopo un primo controllo entro la 12esima settimana, spiega il documento, gli altri andrebbero programmati a 20, 26, 30, 34, 36, 38 e 40 settimane di gravidanza. Prima della 24esima va fatta un’ecografia per valutare eventuali anomalie fetali (la cosiddetta “morfologica”), stabilire la data di inizio gestazione, verificare l’eventuale presenza di più di un feto. Nel documento l’Oms ha elencato gli standard minimi per una gravidanza sicura, in 49 punti (qui la sintesi in inglese). La necessità di aggiornare le linee guida è nata dai numeri, ancora troppo alti: nel 2015 303mila donne sono decedute per cause legate alla gravidanza e 2,6 milioni di bambini sono nati morti. «Un maggior numero di contatti tra le donne e gli operatori sanitari lungo tutta la gravidanza facilita l’adozione di misure preventive, l’individuazione di rischi, riduce le complicanze e migliora le disuguaglianze nell’assistenza – spiega Anthony Costello, direttore dell’ufficio Salute neonatale e materna dell’Oms -. L’assistenza per le donne alla prima gravidanza è fondamentale, e determina anche quella nelle successive».

Una visita al mese e tre ecografie

«In Italia l’offerta sanitaria per gestanti è di ottimo livello – sottolinea Alessandro Bulfoni, responsabile dell’Unità operativa Ostetricia e ginecologia all’Ospedale Humanitas San Pio X di Milano -, solitamente viene fatta una visita al mese, sia privatamente che in ospedale, con il controllo della pressione e degli esami del sangue, che vanno eseguiti ogni 30-40 giorni. Inoltre da noi è prassi lo screening del diabete gestazionale, con il controllo della glicemia e il test della curva glicemica. In altri Paesi, anche europei, la situazione è molto diversa. Ritengo che in alcuni casi in Italia si esageri con le ecografie: una al mese è troppo. D’altro canto una è poca: l’ideale è farne tre, una entro le prime 12 settimane, una alla 20esima settimana (la “morfologica”) e la terza alla 30esima settimana (l’“ecografia ostetrica dell’accrescimento”). La prima è importante per datare la gravidanza e stabilire un’eventuale ovulazione posticipata, valutare se il feto è uno solo ed effettuare la translucenza nucale, che valuta la probabilità di difetti cromosomici. Se quest’ultima è alta si procede con altri esami: amniocentesi, villocentesi o test del Dna fetale. La morfologica individua eventuali malformazioni in vista di una possibile interruzione di gravidanza, da effettuare entro la 22esima settimana».

Cosa è gratuito e cosa no

A settembre di quest’anno è stato aggiornato il Decreto ministeriale “Bindi” del 1998, che contiene l’elenco degli esami offerti in esenzione dal ticket. Alle donne in gravidanza è proposto gratuitamente lo screening nel primo trimestre, che consiste in un prelievo di sangue materno e un’ecografia per valutare la translucenza nucale del feto. Le donne con un rischio aumentato, se hanno più di 35 anni, possono accedere gratuitamente a villocentesi o amniocentesi. Le prime due ecografie di controllo sono gratuite: la terza, che si fa nell’ultimo trimestre, è esente dal ticket solo se c’è un rischio di malattia per la mamma o il nascituro.

Ferro e acido folico, meno caffè

Tornando al documento dell’Oms, le raccomandazioni vanno dall’attività fisica (consigliata a tutte le donne incinte che non abbiano controindicazioni legate alla salute) alla dieta, che deve essere il più possibile sana e variata, all’assunzione di integratori. A parte casi di carenze specifiche, gli unici supplementi ritenuti fondamentali sono il ferro (per scongiurare il rischio di anemia) e l’acido folico, che previene disturbi del tubo neurale nel bambino, come la spina bifida. Alle donne che bevono molto caffé (più di 300 mg al giorno di caffeina) viene consigliato di ridurne la quantità per prevenire possibili problemi legati alla gravidanza e al basso peso del bebè alla nascita. Un capitolo è dedicato alle cattive abitudini e alle possibili malattie della futura mamma: dal fumo (fortemente sconsigliato, incluso quello di seconda mano), ad alcol e droghe, il cui consumo andrebbe evitato o comunque monitorato dal medico. Si parla poi di infezioni da Hiv, tubercolosi, malaria, la necessità che la donna sia vaccinata contro il tetano: alcune delle raccomandazioni sono legate a specifici contesti geografici o socio-economici dove tali malattie (e anche altre) sono endemiche e il rischio è alto per mamma e bambino.

Zenzero e agopuntura contro la nausea

Infine, nell’ambito di una gravidanza fisiologica e in salute, alcuni consigli riguardano disturbi comuni a molte donne, di ogni parte del mondo. Contro la nausea del primo trimestre sono consigliati zenzero, camomilla, vitamina B6 e/o agopuntura. I crampi alle gambe possono essere trattati con magnesio o calcio, la stitichezza aggiungendo fibre alla dieta. Per chi soffre di vene varicose sono consigliati calze a compressione graduata, sollevamento delle gambe, immersioni nell’acqua. Infine, l’esercizio fisico è raccomandato per scongiurare mal di schiena e dolore pelvico, contro i quali si può ricorrere anche a fisioterapia, agopuntura e indumenti di supporto.

CategoryNews
Write a comment:

*

Your email address will not be published.

2016 © Copyright - Laboratorio Biolab - P.IVA: 02083900445 - Privacy Policy | Termini e condizioni

Contattaci info@laboratoriobiolab.it