Intolleranze Alimentari

Negli ultimi giorni, la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), in occasione di EXPO Milano 2015, ha stilato l’elenco dei test “fasulli” per la diagnosi di allergie e intolleranze alimentari.

Si tratta di 6 test:

• il test leucocitotossico che valuterebbe la presenza di intolleranze sulla base della reattività dei globuli bianchi a contatto con gli alimenti
• il test del capello;
• il test della forza, che valuta variazioni della forza quando si manipolano alimenti presunti nocivi;
• il VEGA test, che valuterebbe gli squilibri energetici causati dall’alimento incriminato;
• la biorisonanza, che valuterebbe le alterazioni del campo magnetico della persona indotte dagli alimenti;
• il pulse test o test del riflesso cardiaco auricolare, che valuta le variazioni della frequenza del polso a contatto con alimento che si presume generi intolleranza o allergia.

Questi test non sono mai stati validati scientificamente e si basano su principi e meccanismi
che non sono riconosciuti dalla comunità medico-scientifica.
In poche parole e come
dichiarato gli esperti del SIAAIC, “ hanno la stessa attendibilità diagnostica del lancio di una
monetina”.

Tuttavia si stima che siano circa 4 milioni gli esami fasulli eseguiti in Italia ogni anno, per un
volume di circa 300 milioni di euro.
Alla base di questo crescente affidamento a test diagnostici senza alcuna evidenza scientifica c’è sicuramente la disonestà di falsi professionisti della salute, con il risultato di generare una massa di “falsi intolleranti”, spesso sottovalutando sintomi e condizioni più importanti e che necessiterebbero di approfondimenti diagnostici appropriati.

Al contrario, tra i test riconosciuti e per i quali esiste una letteratura scientifica a supporto, troviamo i test di intolleranze con ricerca di anticorpi IgG o IgG4 e i test di intolleranza su base genetica.

Tra questi ultimi ci sono sicuramente le ben studiate intolleranze al lattosio e al glutine (celiachia). Entrambe infatti hanno un’”origine” genetica e possono essere ricercate e accertate una sola volta nella vita dal momento che il DNA di una persona non cambia dalla nascita in poi.

L’intolleranza al lattosio dipende da una carenza genetica dell’enzima lattasi, deputato alla digestione del lattosio a livello intestinale. Questo enzima, nei soggetti geneticamente predisposti, viene progressivamente perso dall’adolescenza in poi e determina una serie di sintomi, soprattutto gastrointestinali, quando una persona assume alimenti contenenti lattosio (latte e latticini in maniera particolare).
L’intolleranza genetica al glutine valuta la presenza di geni predisponenti alla celiachia. L’esito negativo del test esclude con elevata probabilità (>95%) la comparsa del morbo celiaco, mentre la positività rivela la predisposizione alla celiachia che dovrà essere monitorata e confermata con dosaggi anticorpali specifici.

Riguardo le intolleranze IgG mediate, diversi studi scientifici hanno recentemente osservato un aumento di anticorpi IgG e IgG4 contro antigeni alimentari (porzioni di alimenti con capacità di generare una risposta del sistema immunitario) in diverse condizioni atopiche, in pazienti con eczema o asma bronchiale e dermatite atopica.
In questi soggetti, l’esclusione degli alimenti reattivi ha portato ad un generale miglioramento dei sintomi.
Nello specifico uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Gastroenterology ha correlato l’elevata concentrazione di anticorpi IgG4 con la sindrome dell’intestino irritabile, suggerendo inoltre il coinvolgimento di una barriera intestinale irritata e non più integra, con aumento delle IgG4 contro diversi alimenti.
La sindrome dell’intestino irritabile è una patologia molto diffusa e i sintomi associati sono più frequentemente addominali con dolore, meteorismo, senso di gonfiore addominale, borborigmi, nausea, episodi di diarrea alternati a stipsi. Altri sintomi non intestinali posso includere: cefalea, sensazione di stanchezza e difficoltà di concentrazione.
L’uso frequente di antibiotici, gastroenteriti ricorrenti, alterazioni della microflora intestinale e non da ultimo, lo stress, hanno la capacità di alterare fortemente la permeabilità intestinale.
Una mucosa intestinale non più integra non riesce ad esercitare in maniera ottimale la sua funzione di barriera ed alcuni antigeni alimentari riescono ad attraversarla in maniera impropria innescando una risposta immune e patologica.
E’ stato suggerito che l’aumento delle IgG contro antigeni alimentari rappresenti una reazione specifica in conseguenza ad una maggiore permeabilità intestinale e che i pazienti che seguono una dieta di esclusione degli alimenti positivi hanno una notevole remissione dei sintomi.

Ad ulteriore chiarimento sulla tematica di allergie e intolleranze alimentari, prossimamente il SIAAIC elaborerà nuove linee guida, che saranno pubblicate sulla rivista Clinical Molecular Allergy.
Nel frattempo gli esperti ricordano che per diagnosticare allergie e intolleranze alimentari è indispensabile affidarsi a laboratori e professionisti che utilizzano solo test validati e affidabili al fine di evitare false diagnosi, sottovalutare sintomi e condizioni importanti e non da ultimo, per evitare di sprecare inutilmente il proprio denaro.

Il laboratorio Biolab esegue il test Antigen per la rilevazione degli anticorpi contro antigeni alimentari e tutti i test di intolleranze su base genetica.

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