Pap Test

Il Pap test è un test di screening, che si effettua cioè anche in donne sane, senza alcun segno di possibile malattia, per individuare precocemente lesioni pre-tumorali o tumorali del collo dell’utero. La sua introduzione ha contribuito significativamente alla riduzione della mortalità per tumore del collo dell’utero (anche detto della cervice uterina) per cui andrebbe eseguito regolarmente da tutte le donne dopo l’inizio dell’attività sessuale o comunque a partire dai 25 anni di età.

L’esame viene effettuato dal ginecologo o personale ostetrico, applicando lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l’apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. L’operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola che serve a raccogliere piccole quantità di materiale dal collo dell’utero e dal canale cervicale. Su questo campione, in laboratorio, si cercheranno le cellule esfoliate dal tessuto, perché siano esaminate con appositi metodi di colorazione e un approfondito esame microscopico.

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– Le 100 Domande su HPV

In che periodo del ciclo è consigliabile eseguire il pap-test?

È consigliabile eseguire il pap-test nel periodo che va da 3-5 giorni dopo la fine del flusso mestruale fino ai 3-5 giorni che precedono l’inizio del nuovo flusso mestruale. E’ preferibile eseguirlo tra il 10° ed il 20° giorno del ciclo.

Nei 2-3 giorni che precedono l’esame bisogna evitare l’applicazione di creme, ovuli ed irrigatori vaginali.

È un esame doloroso?

L’esecuzione di un Pap test non è dolorosa, anche se per alcune può essere più fastidioso che per altre, in relazione alla sensibilità individuale e alla delicatezza di chi lo esegue.
Cercando di rilassarsi e facendo respiri lenti e profondi si può ulteriormente ridurre il lieve disagio legato all’introduzione del dilatatore e al successivo prelievo.
Dopo l’esame non si dovrebbe avvertire alcun disturbo. Nei giorni successivi all’indagine si possono verificare alcune piccole perdite di sangue: in caso di dubbio, comunque, è sempre meglio rivolgersi al medico.

Tipi di Pap test

Attualmente è possibile eseguire il pap-test in due modalità: CONVENZIONALE e IN FASE LIQUIDA.

Nel pap-test convenzionale, il materiale raccolto con il cytobrush viene strisciato su un vetrino e sottoposto a colorazione ed osservazione microscopica.

Nel pap-test in fase liquida, il materiale raccolto con il cytobrush viene immerso in un liquido conservante, sottoposto a diversi passaggi di trattamento per eliminare elementi interferenti (es. sangue, muco, …) ed infine trasferito su un vetrino e sottoposto a colorazione ed osservazione microscopica.

Biolab, esegue il pap test in fase liquida offrendo
la massima accuratezza diagnostica alle nostre pazienti.

Perchè eseguire il Pap Test in fase liquida?

Perchè permette di ottenere un vetrino più “chiaro” e semplice da leggere, anche in presenza di sangue o muco nel prelievo iniziale1.

Le differenze nella raccolta, nella preparazione del campione e nella fase di diagnosi

Pap test convenzionale

  • Fino al 60-80% delle cellule prelevate possono essere scartate
  • Procedure complesse per fissare le cellule raccolte
  • Possibilità di alterazioni legate all’esposizione all’aria
  • Rischi connessi al trasporto (rottura vetrino, intervento altri agenti)
  • La potenziale mancanza delle cellule prelevate può limitare l’accuratezza della diagnosi
  • Cellule “immerse” in sangue, muco e detriti

Pap test in fase liquida

  • Il campione è raccolto e trasferito integralmente nel flaconcino
  • Fissazione immediata e diretta nel flaconcino
  • Nessuna esposizione all’aria per cui assenza di tali artefatti
  • Trasporto sicuro
  • La presenza di tutti gli elementi prelevati aumenta potenzialmente l’accuratezza diagnostica
  • Minima presenza di elementi oscuranti

Lo sapevi che materiale oscurante come cellule infiammatorie in eccesso, sangue, muco e altri materiali non di interesse diagnostico presenti eventualmente sul vetrino, possono dare origine a un referto di “Campione insoddisfacente” quando si usa il metodo Pap test convenzionale?

Con il processo di arricchimento cellulare caratteristico del protocollo Pap-Test in fase liquida BD Sure Path, gli elementi oscuranti sono rimossi, permettendo una identificazione più facile delle cellule anormali al microscopio, supportando uno screening efficiente.

Inoltre, gli ultimissimi risultati pubblicati in letteratura nel 2016 e 2017 dimostrano come con il Pap test in fase liquida permetta di identificare un numero maggiore e statisticamente significativo di CIN2+ (Lesiono pre-tumorali di alto grado)  rispetto alla citologia convenzionale e come sia associato anche ad un numero inferiore di interval cancers.

Protocollo approvato CE-IVD e US-FDA.

CITOLOGIA IN FASE LIQUIDA: UN UNICO PRELIEVO
PER UNA MAGGIORE COMPLETEZZA DIAGNOSTICA!

Perchè usare la nuova fiala di raccolta?

La nuova fiala è stata disegnata per garantire standardizzazione nel metodo di prelievo e la comodità di un unico prelievo per l’esecuzione del Pap test in fase liquida e del test molecolare HPV DNA.

Infatti, nel caso si necessiti di un ulteriore approfondimento diagnostico con HPV DNA, non sarà necessario ripetere il prelievo ma si potrà procedere direttamente dal materiale raccolto per il Pap Test.

Inoltre, grazie al dispositivo Rovers Cervex Brush, è possibile staccare la testa del dispositivo di prelievo e lasciarla all’interno della fiala: ciò garantisce che il 100% del campione prelevato arrivi al laboratorio, minimizzando la possibilità di risultati falsi-negativi dati da perdita di materiale clinicamente rilevante.